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Non avere paura
MOLA – CHIANCHE: TOCCA ORA ALLA MAGISTRATURA
post pubblicato in diario, il 17 settembre 2010
Pregiatissimo Direttore Editoriale di “Città Nostra”, nei giorni di sabato e domenica (11 e 12 settembre) ho distribuito 2.500 volantini (in italiano ed inglese, più specificatamente “statunitense”), sulla vicenda delle chianche sparite e spartite. Altri ne distribuisco sabato 18 c.m.
Ho redatto e distribuito questo scritto, al fine di dare risonanza alla vicenda delle “chianche” sul versante dei nostri concittadini nordamericani, alla fine della campagna di denuncia, ormai conclusasi, che va cedendo il passo alla sintesi giudiziaria tanto auspicata. Sono un personaggio scomodo, in quanto non ho padroni: per esempio, “Fax” non ha mai pubblicato un mio rigo, dal 2006 fino ad oggi, né tantomeno ha mai fatto un sia pur fugace cenno alla vicenda “Chianche”. Chissà perché… . Mica erano mie!
E col silenzio, si pensa che possano passare in silenzio le intimidazioni, già da tempo in corso d’opera, indirizzate a me e a miei famigliari. Se ne parla solo se trattasi di consiglieri comunali e delle loro autovetture. E’ un clima che può far male a tanti, attenzione!
“La Gazzetta del Mezzogiorno”, nel passato mese di maggio, ha scritto cose non vere su presunte indagini (per la chianche) avviate da Carabinieri e Polizia Municipale. Non so proprio come si possa scrivere robe del genere: forse per spegnere la denuncia? Sarebbe bello, adesso, leggere un articolo di aggiornamento su detta vicenda, sulle pagine de “La Gazzetta del Mezzogiorno”. E sarebbe anche doveroso scriverlo…
Ora, con quanto sta emergendo in queste settimane, e di cui parlerò appena qualcuno si vorrà rendere disponibile a raccogliere un’ intervista pubblica…, trovo confermate tutte le cose che ho scritto e distribuito in precedenza. Qui è stato ideato e realizzato uno schifo di “ratto delle chianche”, a partire dalla formulazione del contratto (capitolato d’appalto di che trattasi). Non servono conferenze cittadine e/o conferenze stampa. So ciò che dico e scrivo, perfettamente.
Molti “si chiedono” : …ce l’hai con l’ex centrosinistra, oppure, ce l’hai con il centro destra…No, io ho solo seguito la vicenda, l’ho segnalata, ho cercato di far ovviare – all’inizio, aprile 2009 – allo scempio che intravedevo. In molti hanno riso, …tanto si può fare, la vicenda finirà nel dimenticatoio, rispetto ad altri problemi…ed invece NO!!! Ora, l’imbarazzo è tanto, per varie ragioni, personali, politiche e di gestione del contingente…
Col passare del tempo, anche in questi giorni, stanno emergendo nuovi e più tracotanti aspetti di NON DISPONIBILITA’ ad accettare LA RESA ed ammettere l’”INCIUCIO” trasversale. Allora, si va avanti, fino in fondo!
Aspetto, insieme a tutti i molesi, che l’Amministrazione comunale ci dica cosa é emerso dal sopralluogo nella proprietà privata di via San Sabino, a Mola, dove erano state stoccate le chianche. Intanto, ribadisco che non è stato redatto nessun inventario preventivo, ma solo una stima espressa in metri quadrati; almeno metà di quelle chianche sono finite altrove; gli arredi dell’ex baby park sono oggetto di una “dualistica” interpretazione contrattuale…; nessuno vuole rimetterci e di reati penali nessuno osa parlare: tutti intendono far finta che non ci sia stata “appropriazione indebita”, né “furto”, né “ricettazione”, né “omissione di Atti d’Ufficio” ed altri reati, forse anche ben più gravi. Un’orchestrazione, partita dalla formulazione “leggera” dello stesso Capitolato, che io ritengo fatto male (volutamente?)… e girato nella marmellata degli allora Consiglieri tutti. Ora è tardi per ascoltare le fregnacce “…del tempo perduto”: si odono solo versioni rozze, omertose, ridicole quanto goffe, per spargere in giro ogni idiozia, con la speranza di farla franca.
Toccherà alla Magistratura agire e scoprire i misteriosi intrecci.
In Consiglio Comunale possono affermare ciò che vogliono: poco importa. In attesa, caro Direttore, non resta che registrare ogni cortina fumogena…
Come in guerra, …di posizioni. All’erta, sentinella ! All’erta sto !!!

Mola di Bari, 16 settembre 2010
pino castellana



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